assurdamente tangibile

Facciamo finta che ogni vita sia un singolo anno scolastico.

Ogni volta che nasciamo dobbiamo imparare cose nuove ed alla fine dell’anno, alla morte, ci sarà la pagellina con i voti che decreteranno la promozione o la bocciatura.
Se rimango promosso rinasco con nuovi compiti più avvincenti e divertenti in un nuovo corpo mentre se vengo bocciato o ripeto la vita o vengo mandato in una vita inferiore.

Naturalmente esiste l’asilo nido dentro ai vegetali più semplici che insegnano a crescere, respirare, ad assimilare il cibo da chi te lo offre, il terreno, ed a godere della vita tramite la pioggia che scende dal cielo.
Materie : assimilazione sali minerali, crescita, respirazione, fotosintesi.

Poi ci sono le elementari che potrebbero essere le piante : dal fiore fino alla pianta secolare.
Materie : assimilazione sali minerali 2, crescita 2, respirazione2, fotosintesi 2, generazione frutta, simbiosi con insetti, equilibrio nidi, gestione malattie.

Le medie potrebbero partire dalle amebe fino agli insetti dove le attività sono limitate, si inizia a cooperare e ci si muove o si vola.
Materie : riproduzione, movimento/volo, ricerca del cibo, organizzazione.

Poi nelle superiori si apre il ventaglio del mondo animale più complesso da uccellini, gatti, cani fino ad arrivare a balene ed elefanti.
Ognuno prende la sua inclinazione naturale : acqua, aria, terra, caldo o freddo, buio o luce.
Materie : riproduzione 2, movimento/volo in velocità, ricerca del cibo e caccia, socializzazione ed organizzazione.

E poi finalmente si arriva all’università : l’essere umano.
Materie : nessuna, a questo punto approfondire e fare esperienze. tutte le esperienze.

Ogni anno una vita che insegna.
Ogni anno un’esperienza nuova e singolare.
Una vita una novità.

E qui si inizierà per imparare da vite brevi, vite violente, vite difficili oppure da vite semplici, facili da campare e comode?
Si nascerà geni per passare a vivere come violenti assassini? Prima una vita breve o viverne una lunga?
E quale sarà il grado di difficoltà che permetterà l’evoluzione? Dal gretto al savio oppure il contrario?
E’ giusto vivere nel rispetto di ciò che hai intorno o nella distruzione completa?
Ma soprattuto quale sarà il metro di giudizio di chi ci giudicherà?
E chi decreta il momento preciso della fine dell’anno accademico?
Quale sarà l’ultima sessione?
Ci sarà una laurea?…e dopo la laurea?
Un bel numero di domande senza risposta…

Si predica amore in tutto il mondo e credo che effettivamente l’unica materia da studiare giornalmente utile a passare gli esami sia quella.

Ma vista da qui l’assurdità della vita è una cosa tangibile.
In tantissimi paesi del mondo morire giovani viene ritenuto innaturale ed è inconcepibile morire bambini.
In tantissimi altri paesi del mondo è normale sia l’una che l’altra cosa.

Morire è un passaggio per evolversi o il mero termine di un’esistenza fine a se stessa?

Sinceramente lo scoprirò al momento giusto ma il mio problema è che ho sempre fatto cagare a scuola…

Innovazione e Creatività sì…però poi da me cosa si aspettano?

Lunedì e martedì ho partecipato ad un corso.

Ho preso la mia metropolitana, andato nella sede dove viene tenuta la formazione pronto per “ladueggiorni” di corso come il docente l’ha definita.

Corso dal titolo bello ed interessante : “Innov-Azione e Cre-Attività”.

Docente milanese, giovine, carnagione scura, faccia simpatica, un filo sovrappeso con voce squillante e diretta nel complesso un orsacchiotto da compagnia. Direi un abito calzante al ruolo di teacher.

Partiamo sgombrando la testa da vincoli, siamo lì per creare, generare idee. Il “why not?” (leggasi “perché no?”) è il leitmotiv con video, esempi ed esercizi divertenti ed interessanti. Giustamente viene precisato che l’idea nata dall’intuito è infinitamente inferiore a quella nata da tecniche per far emergere nuove soluzioni e su quelle si concentra il corso.

Indi di nuovo a capofitto sulle leve dell’innovazione, sul “come fare a…senza”, focus group (leggasi “gruppo di studio”) e mille altre diavolerie tutto per avere il giusto “mind-set” (leggasi “approccio mentale”) per affrontare correttamente la mission (leggasi “missione/obiettivo”).

…ho tre fogli di appunti tutti con paroloni ed acronimi in inglese…

Il secondo giorno siamo andati in un supermercato per analizzare un caso reale e prendere in considerazione come innovare il carrello della spesa. Si, avete letto bene…il carrello della spesa. Analisi, scomposizione, inventiva e generazione di idee basandoci su 4 meravigliosi creativity templates (leggasi “modelli di creatività”) con annessa creazione di oggetti simili ed affini a ciò che è l’oggetto in questione ma con modifiche legate alla tecnica affrontata.

Fico.

Divertente.

E poi ogni tanto ti faccio vedere qualche video con tecnologia spinta a nastro e successiva mandibola a terra. Che non guasta mai.

Martedì ore 16:30 si finisce il percorso con la spiegazione della tecnica di progettazione di quanto idealizzato precedentemente utilizzando il processo M.E.D.D.I.C. (scopro ora con orrore su Internet che è una tecnica di vendita decennale…) che, tanto per cambiare, è un acronimo inglese che non ho voglia di tradurre :

Metric 

Economic buyer

Decision making process

Decision making criteria

Identify pain

Champion

Qui il nostro orsacchiotto ci dice che nel processo i Decision making criteria identificano i criteri personali e strategici di colui che prende le decisioni per la creazione effettiva dell’idea ed i Champion sono quelle persone “potenti” che hanno le conoscenze e gli agganci giusti per far si che il progetto abbia successo…

…cioè questo qui mi ho sciorinato in 20 minuti il concetto di mafia come se niente fosse…e questo dopo due giorni di puro Woodstock?

Mi hai appena detto che io potrei avere avuto l’idea del secolo ma se per caso sto sui coglioni a Mr Decision Criteria (leggasi uno dei mille capi che uno ha sopra) la cosa non andrà da nessuna parte e se per puro caso sono nelle sue grazie ma non ho gli agganci giusti tramite Mr Champion (leggasi la lobby di turno) sia all’interno dell’azienda che sul mercato esterno il mio progetto andrà a zoccole…e se invece andasse tutto bene vorrei sapere a quale tra gli innumerevoli Mr Decision Criteria o Mr Champion andrebbe il merito della mia idea del millennio…

Vista la mia viva e vibrante opposizione alla cosa mi viene detto che io non devo mai dimenticare la domanda : “…ma da me cosa si aspettano?” (leggasi “stattene zitto al tuo posto e non pisciare oltre il tuo giardino”)

…siamo passati dal “creiamo…inventiamo…nessuna regola…non farti problemi”…a “se non hai i ganci giusti col cazzo che vai da qualche parte” e tutto il mio anacronistico romanticismo si è infranto passando dal lanciare il cuore oltre la staccionata al trovarsi la testa di cavallo nel letto…e il tutto negli ultimi 20 minuti del corso…e come se fosse colpa mia…

Grazie Mr Orsacchiotto…

La Pimpa

Ogni tanto mi parte un embolo.

C’è chi si diletta in francobolli, numismatica, film o figurine…a me piace pacioccare con le mani, costruire, sporcarsi, fare qualcosa di tangibile.

Sarà perché nella vita non vedo mai fisicamente quello su cui lavoro che ogni tanto necessito fare qualcosa di mio toccandone la consistenza e così quando mi partono gli emboli devo costruire “qualcosa”.

Il mio ultimo qualcosa è una bicicletta.

Non sono partito da nessuna base. cioè ho un paio di bici (tecnicamente “cancelli”) comprati in giro per il mondo ma nulla che mi dia il patentino da costruttore di bici.

Indi mi sono iscritto ad un corso di ciclofficina (Muovi Equilibri) e dopo “ben” 5 lezioni parto alla ricerca dei 4 pezzi.

4 pezzi erano prima dell’inizio del corso perché alla fine capisci che il tuo embolo è un ebolo di merda e che devi moltiplicare i tuoi ottimistici 4 per 100.

Durante il corso decido anche la bici da fare : una figherrima scatto fisso. Meno pezzi da assemblare, fa figo e poi ci si ammazza facilmente.

Deciso.

Per chi non sapesse cosa sia uno scatto fisso rimando a Wikipedia che è molto più brava di me a spiegare.

A questo punto mancano solo i 4(00) pezzi da assemblare e qui inizia una febbricitante ricerca dei pezzi migliori al prezzo minore su tutti i siti della galassia con a corredo fogli excel, tavole pitagoriche e manuali delle giovani marmotte.

Finirò con lo spendere un’enormità comprando pezzi di plastica targati China.

Nel frattempo si fagocita su Internet informazioni su informazioni su siti e su Forum ma devo dire che la cosa è stata molto utile.

E così pianpianino iniziano ad arrivare i pezzi a casa.

Il telaio, manubrio, freni…e dove cazzo mi metto a montare tutto sto popò di robaccia?

In salotto. 

Che forse la mia signora non era molto d’accordo, ma evitando di chiederglielo ho tagliato la testa alla zebra.

Con un treppiede per bici, acquistato in tempi non sospetti, ho allestito sto circo in mezzo alla casa che è durato un paio di mesi.

Due cassette di attrezzi sempre aperte sul tavolo, grasso, pezzi sparsi per la stanza ed un sorriso da scemo per stemperare eventuali tempeste all’orizzonte mi hanno permesso di lavorare in santa pace e di salvare il matrimonio.

Le ultime cose prese all’asta sono state le ruote e la guarnitura (quel coso dove ci sono attaccati i pedali). 

La sella me la sono inventata io, infatti fa cagare da dritto ma non importa. Ammemmipiace così e m’è costata un cazzo…

Alla fine dopo un paio di mesi di sclero (si perché capire che una cosa semplice come una bici non è semplice per un cazzo e decidere di capirla per costruirne una è uno sclero) ho partorito la mia bimba frutto di amorevole passione, mani sporche e curiosità nanesca.

E dopo aver montato le ruote (dopo un mese e mezzo, mancavano ancora un altro paio di pezzi) la mia signora ha visto la pseudobici e, violentando il proprio amor proprio, ha esclamato “Caspita, ma è proprio bella!” facendomi il più bel complimento che chiunque potesse farmi.

I nani sono entusiasti anche di una merda di zanzara e quindi non fanno testo. Anche se li amo.

Bianca e rossa. Non chiedetemi il perché ma è venuta così.

Tipo la Pimpa…ma con l’adesivo Stozzolone…

image

 

Ritorno a casa

ci sono momenti che donano realtà.

memorie raccontate,

foto ingiallite,

voci sentite.

per anni.

per decenni.

e da queste fioriscono fantasiose immagini di case, vie, rumori, colori e persone.

poi un giorno

improvvisamente

succede

succede che queste favole, queste parole, questi posti

prendono vita

case immaginate diventano di mattoni

storie di bambini riappaiono negli occhi di chi li ha tanto riportate

aneddoti e novelle

escono come un fiume dalla bocca di chi li ha vissuti

e vengono rivelati a chi non li ha mai ascoltati con nuova veste,

soffiando via la polvere

con più particolari, nuova energia

e il tempo sparisce

i detti diventano veri

i racconti diventano dita che indicano e mani che gesticolano

gli occhi brillano

è la vita che parla

La morte educata

Ieri è morto un Manager.

E’ stato coinvolto in un meccanismo più grande di lui.

Sconvolto.

E non ha retto.

Sposato.

Ha aperto la finestra e via.

Disperato.

Distrutto.

Il fallimento della sua vita lavorativa ha preso il sopravvento.

E non ce l’ha fatta.

Ha ucciso se stesso.

E probabilmente sua moglie.

Ma la cosa che mi ha lasciato perplesso è il bigliettino che ha lasciato a lei.

“Ho fatto una cavolata.”

Quattro paroline.

Delicate.

Non sopra le righe.

Poteva scrivere di tutto, una persona che si suicida ha scavalcato l’amor proprio e non ha altre soluzioni che la morte.

La morte.

Ha prevaricato tutto, compreso il senno.

Ma scrive un bigliettino da bimbo delle elementari.

“Ho fatto una cavolata.”

Un bigliettino delicato per, immagino, una persona a cui sai che le parolacce non piacciono e che è l’unica degna di capire.

Se riuscirà a capire.

Caruso…

Si parte.

Evviva.

Si va al mare.

Tutto pronto : bagagli, panini, coniglia, pressione delle gomme e moglie.

Si passa a prendere i nani all’uscita della scuola e via.

Tre giorni di riposo.

“Che strada facciano?”

“Mah, ci sono 10 gradi un gran bel sole passerei dal Tenda…”

“Ok, come vuoi tu”

Presi i nani si va alla volta dell’autostrada.

Primo pezzo in autostrada e uscita presso Cuneo e via su pei monti…

Dopo un Km…

Primo cartello :

“Attenzione dopo Marene l’obbligo di catene o pneumatici da neve!”

Bho, ci sono 10 gradi e un bel sole…

Dopo 4 Km…

Secondo cartello :

“Attenzione obbligo di catene o pneumatici da neve dallo svincolo della XY54 e la RF69”

Ho capito ma che palle. No, io non le ho e non le prendo.

Dopo 7 Km…

Terzo cartello :

“Attenzione obbligo di catene o pneumatici da neve dal 15 settembre al 15 giugno!”

Miiii che portasfiga questi qui…

Ci si ferma all’autogrill per pisciatina nanesca e far benzina.

“Senti provo ad entrare e chiedere se hanno ste maledette catene.”

Entro.

“Scusi ha mica le catene per un duecentocinquecinquantadiciassette”

“Aspetti che ne sono rimaste pochissime…”

…e te credo, non si riesce a guidare con una mano sulle palle…

“Si! Ne è rimasto un paio…”

“Bene e vengono?”

“67 euro e 70”

“HAHAHAHAHAHA, buona giornata…”

Mi ci pago la multa con “sessanta euri e settanta…”

Afangulo.

Stiamo senza.

Dopo 7 Km

Quarto cartello :

“Attenzione obbligo di catene o pneumatici da neve dal 15 agosto al 14 agosto!”

Oddio…

Uscita a Carrù.

“Finalmente è finita questa angoscia…”

Dopo 1 Km compare un cartello tondo azzurro con dentro un pneumatico con le catene.

Quinto cartello :

“Sei senza catene? Allora sei fottuto, ti beccheremo! Hahahahaha…”

Ok, volete la guerra e guerra sia…

Dalle parti di Cuneo c’è il classico MegaIpermercato fantozziano…

Cazzo di catene siete mie!

Inchiodo davanti al Self…

Entro.

“Buongiorno avete delle catene per auto?”

“Quello che è rimasto è in quella corsia!”

Mi fiondo.

Le catene “cinesi” a 40 euro e 50 vanno bene al maggiolone della Lego dei nani.

Il resto da 94 euro e 60 in su.

Le mie 124 euro ed un sano vaffanculo.

La prima volta nella mia vita che considero l’autogrill un posto economico.

Riprendo la macchina.

Testacoda davanti al Carrefour a 400 mt di distanza.

Salto giù ed entro.

250 negozi e l’ipermercato.

La corsia degli accessori auto è di 50 metri. Che faccio 4 volte.

Catene per auto : nessuna.

Furente chiedo : “Scusi ma…catene?”

Il commesso si guarda furtivamente intorno e mi sussurra…

“…che misura?”

“duecentocinquecinquantadiciassette”

“…aspetti…”

E viene inghiottito da una saracinesca automaggica dentro un buio magazzino…

dopo un quarto d’ora spunta con una valigetta in plastica grigia e molte ragnatele.

“Si le abbiamo.”

“…e quanto sarebbe il salasso?”

“Aspetti che guardo”

Si accinge lentamente ad un bancone dove sopra il computer campeggiava un cartello con su scritto : 

[LA NUOVA PASSWORD E’ FEBBRAIO2013]

Ecco, a posto sono…

“Guardi, il prezzo è 40 euro e 50, ma c’è lo sconto del 30%…27 e qualcosa…”

“MIEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!”

Sono arrivato al mare con l’incavo del braccio sinistro viola a forza di gesti dell’ombrello che ho fatto ogni volta che vedevo il cartello :

“Attenzione obbligo di catene o pneumatici da neve..”

http://www.youtube.com/watch?v=Hfknv_dzbyQ

replay

ci sono giorni in cui ti svegli

e

sai che hai costruito

ti ricordi che hai fatto qualcosa

ma ti sfugge

ti sfugge il qualcosa, ti sfugge quando, ti sfugge il perchè

ti sfugge la ragione per cui ti ritrovi

qui

in questo mondo

e devi sforzarti

nel cercare di ricostruirti

di nuovo scelte

e di scelte ne hai fatte

coraggiose

avventate

ma sono passate

sono vissute

sono vinte

e adesso

qui

davanti ad uno specchio

con il tempo che ti disegna il viso

necessiti

riconferme

forza

nuova linfa

nuova poesia

ma

devi di nuovo

iniziare

reiniziare

e rivivere

un gioco

non tuo

con regole

scelte dal passato

il tuo passato

Sergio

non lo conoscevo

cioè l’ho conosciuto

poco

ma conosciuto

ma succede

succede a tutti, prima o poi

quello che non capisco è

cosa può aver terminato

perché ognuno di noi ha una missione, un senso 

temporaneo, ma un senso

e lui

era una persona 

giovane

con un cane

meno giovane

e finire così 

sull’asfalto

non lo capisco

comunque sono domande

che ci si fa

sempre

sapendo che sono

sempre

senza risposta

la cosa che

atterrisce 

è la loro

situazione

una situazione complessa

molto

forse più per chi vedeva

la famiglia da fuori

me compreso

tre figlie

una moglie

il cane non più

poi

un sacchetto della spazzatura

banale

un cane da pisciare

banale

il buio

il buio suo

una luce

una luce non percepita

e poi

alla fine

la luce

ciao Sergio

ah
eravamo tutti collegati
sul telefonino
a seguire la salita
e poi la discesa
toglie il respiro
delle inquadrature…
una luce….
fa commuovere
ha perso anche il controllo
e si è ribaltato per un po’ di metri o Km
poi si è ripreso
guaarda
quando apre il portellone
nel silenzio più puro
è da farsela addosso..
poi si è sporto fuori sulla passerella…
inquadratura dall’alto..
la terra
bellissima
blu
liquida
rotonda
e poi viaaaaaaaaaaaa
è sparito
sotto
La Creazione dell’Uomo secondo il nano piccolo

All’inizio del tempo; non esisteva niente.

Tranne in Signore, che si sentiva solo.

Un giorno decise di creare gli uomini allora staccò dei pezzi di legno.

Dopo tanto tempo che lo faceva si fermò.

Subito dopo prese il pezzo più largo e disse :

“Questo sarà il primo uomo”.

Prende un altro più spesso e dise :

“Questa sarà la prima donna” e mise i pezzi nell’acqua.

Appena presero vita li vide e disse :

“Questi saranno i primi uomini”.

merde personali

Non sono capace di criticare.

Cioè, io critico a pioggia ma non riesco a dire, per quanto riguarda un libro, un quadro o un disco, che fa cagare.

Se un libro non mi piace smetto la lettura oppure lo uso come sonnifero o zeppetta per mobili.

Per quanto riguarda la musica per me un disco deve essere sentito almento tre volte prima di capirlo. E se proprio alla fine non garba spengo lo stereo o metto su qualcos’altro.

Un quadro, o una foto sono dei flash che ti devono colpire, incuriosire e poi si devono far apprezzare. E se così non é esco dalla stanza o volgo lo sguardo.

Ma queste considerazioni sono molto personali.

Chi sono io per dire che un pezzo di Ferro fa cagare e uno dei Deep Purple è figo?

Posso invece dire che io non riesco ad apprezzare Ferro e che potrei sentire una canzone dei Deep Purple per settimane di fila senza smettere.

Non ho né abbastanza competenza musicale per dire che fa cagare; può non piacermi, non essere di  mio gradimento ma eviterò di dire che fa cagare.

Stessa medesima cosa per un libro di Moccia (ehm…) o di Volo (oddioddio…) e su una foto del vicino.

Sulle foto qualcosina posso dire ed al vicino mi permetto, educatamente, di dirgli in faccia che fa cagare. Ma sono considerazioni oggettive, se taglia la testa del figlio di 8 anni va da sé che la foto faccia cagare ma se a lui sembra la più bella del mondo io non posso farci nulla.

Questo era per dire che le critiche sono personali, se reputi che una cosa faccia cagare é un tuo punto di vista a meno che o tu sia uno vero esperto in quel ramo e possa confermarlo o tu sia al cospetto di un merdone galattico. Che verrà recensito, dopo una decina d’anni, come la cosa più bella del mondo…

occhi

gli occhi dei bambini comunicano gioia

gli occhi dei genitori amore

gli occhi dei ragazzi sfida

gli occhi degli amici divertimento

gli occhi delle donne malizia

gli occhi degli uomini sicurezza

gli occhi degli amanti passione

gli occhi dei mendicanti orgoglio

gli occhi dei ricchi indifferenza

gli occhi dei malati timore

gli occhi dei vecchi ansia

hŭmus

Gea mi ha fatto uomo.

e, come tale, pieno di difetti

non ricordo una data…

amo lo sport…

amo le donne, le guardo e le desidero…

spesso mangio troppo e molto più sovente bevo oltre il lecito…

fumo, superalcolici e porno rientrano nella mia normalità…

sono uomo ed ho un corpo forte che mi permette queste cose…

Ho ferite dentro e fuori, leccate in privato meditando sulla vita e mostrate solo a chi le può comprendere.

Sono orgoglioso, caparbio e fiero di me.

Mi sono costruito anno per anno

faticosamente,

sbattendo il naso

continuamente,

infangando il mio onore,

imparando,

risbagliando e

ripartendo di nuovo da capo.

Sono uomo.

Molte cose non le ho imparate e

non le imparerò mai.

Noi uomini siamo geneticamente ingenui.

Ma sono stato fortunato,

ho avuto insegnamenti che mi hanno permesso di affrontare la vita a testa alta con orgoglio,

voglia di vivere

e curiosità.

Sono uomo.

Il fisico e la mente si sono forgiati

a vicenda

per poter vivere la vita

con forza e dignità degni di un bambino.

Le decisioni importanti le ho affrontate con la leggerezza necessaria per poterle prendere saggiamente.

Mai guardarsi indietro

e sorriso sulle labbra.

Sono uomo ed ho procreato,

ho tramandato parte del mio gene e questo mi ha reso ancora più uomo.

Meravigliosamente uomo.

i Dissennatori

I Dissennatori sono impalpabili.

Parlano volentieri di malattie e di malati, in mancanza parlano di soldi, che ritengono di non avere.

Credono di essere i primi della classe e tutto quello non fatto da loro è immondizia.

Hanno sempre ragione, sono infallibili.

Sono incontentabili.

Sanno tutto di tutto, sempre. Anche a distanza di anni.

Ricordano ogni dettaglio di una disgrazia e di un torto, mai di un sorriso.

I Dissennatori bisbigliano e sono convinti che tutti abbiano compreso i loro vaneggiamenti.

Ma non hanno voce, non hanno tono, non hanno timbro e la loro voce vive solo nel banale.

I problemi altrui sono il loro pane. E se non hanno pane inventano.

Per loro la collaborazione non esiste, comprendono solo il padrone o il servo

O comandano.

O strisciano.

Dentro ognuno di noi alberga un Dissennatore.

Esce, vomita e rientra.

Senza dire nulla.

E per noi i Dissennatori sono sempre gli altri.

long hot summer

basta

sono le 3 di notte

caldo

agosto

di nuovo

di nuovo

é la quarta notte consecutiva

non ne posso più

di giorno lavoro in fabbrica

é pesante

la sera arrivo a casa

sono solo

arrivo tardi

distrutto

mi preparo quel poco di cena con ciò che riesco a farmi avanzare da una paga ridicola a cui devo sottrarre un affitto da denuncia

il mio mezzo litro di vino rosso é l’unico lusso che ho

mia moglie, che mi aspettava con il sorriso, é stata portata via dal cancro 4 anni fa

in un mese

dopo 28 anni di matrimonio

eravamo stupidamente felici

non lavorava ma con lei le cose erano semplici

teneva la casa e teneva me

non sprecava nulla

mio figlio é uscito dalla nostra vita oramai da troppo tempo

vive in Australia

credo

dice che é felice

spero

ci chiamava a Natale, Pasqua ed ai nostri compleanni

Io ogni tanto provo a disturbarlo, ma lavora tanto

cosa faccia non so

non so neanche se ha figli o se é sposato

da quando é morta Maria non chiama più

io ieri ho chiamato la polizia

per schiamazzi

ma non sono venuti

e

sono stanco

stanco

questa sopra che urla…

“BASTARDO!!! SEI UN BASTARDO TU E QUELLA PUTTANA!”

e lui

“SENTI CHI PARLA, SEI LA TROIA DELL’AZIENDA!! TI SEI RIPASSATA ANCHE LA QUELLO CHE PULISCE I CESSI”

é così da un’ora

e i figli che piangono

ieri tutta la notte

basta

io cerco di sopravvivere

lavoro

mangio

e dormo,

lavoro

mangio

e dormo,

lavoro

mangio

e dormo

ho fatto anche la guardia giurata per 5 anni

prima che fallisse l’azienda

i titolari erano bravi, simpatici

ma sono falliti

e non ho mai ricevuto i miei soldi

ma erano simpatici

l’unico ricordo che mi é rimasto di quell’esperienza

é la Ruger P85 seconda serie, la MKII

comprato usata, era il 1992

leggera, non si sentiva neanche dopo 6 ore di guardia in piedi

un ancora bel pezzo, ogni tanto le smonto, la pulisco, la rimonto e scarrello un pò

è bel revolver

e ho ancora un bel pò di pallottole

il caricatore ne tiene 15

si, direi che sono sufficienti

mi spiace solo per i bambini

ma io domani

devo andare a lavorare